Viktor Eliseev, il generale musicista

646x404Come si diventa il direttore del Coro dell’Armata Rossa?

Al tempo dell’Unione Sovietica, molti giovani direttori studiavano presso la Facoltà militare dei Direttori d’Orchestra. Nel 1928, quando nacque l’idea di creare una nuova compagnia, Alexandre Vasilievitch Alexandrov, che era un insegnante presso il Conservatorio Nazionale di Mosca e il direttore di un coro ecclesiastico, è stato scelto per dirigere la nuova formazione chiamata The Red Army Choir. All’inizio il coro era formato da due fisarmonicisti e quattro ballerini. Con Alexandrov la formazione ha ottenuto un notevole successo e nel 1939 è stato creato il Coro Orchestra e Balletto dell’Armata Rossa del Ministero degli Interni (MVD).

Sono entrato a far parte del Coro nel 1985 dopo avere conseguito la laurea presso il Gnessin Institute, una scuola di musica dove ho frequentato la classe di coro. È così che è iniziata la mia carriera. Da allora, abbiamo creato un nuovo repertorio, con un coro che è via via cresciuto fino a includere un numero crescente di cantanti e ballerini. Abbiamo girato molto all’interno dell’Unione Sovietica e poi all’estero in Ungheria, Cina, Giappone, Germania, Australia, Bulgaria, Corea, Grecia, oltre 40 paesi nel corso degli ultimi 30 anni.

Qual è il suo ruolo nel Coro?

Sono il direttore capo, il direttore d’orchestra principale e direttore artistico del Coro.
Sono anche capo del Consiglio artistico che si riunisce per discutere la realizzazione di ogni spettacolo. Alle riunioni del Consiglio si discute del repertorio e delle coreografie del coro e si prendono tutte le decisioni che riguardano gli aspetti artistici di ogni spettacolo.

Quali sono gli artisti o le figure hanno influenzato la sua carriera?

Come direttore di coro ammiro soprattutto il mio insegnante, Alexandre Akexandrovitch Yurlov, il direttore dell’Istituto Gnessin e del nostro coro degli studenti. Il suo lavoro, il suo modo di rapportarsi con gli studenti, la sua conoscenza, la sua forza e il carisma mi hanno conquistato e fatto venire voglia di diventare a mia volta direttore. C’è un’altra figura che ha influenzato il mio percorso ed è il direttore del coro con il quale ho lavorato per due anni, Vladimir Nikolaevitch Minine.Un uomo straordinario e un grande musicista che ha fatto molto per la musica corale, a cominciare dalla creazione di un coro da camera che interpreta colonne sonore.

Come nasce uno spettacolo e come avvengono le prove?

Di solito proviamo ogni settimana dalle 10 alle 14 e il giorno dello spettacolo ci concentriamo sulla rappresentazione. Dedichiamo molto tempo alla preparazione dei nostri spettacoli, oltre 1000 ore per ciascuno!

Il Coro dell’Armata Rossa vi ha dato la possibilità di esibirvi in tutto il mondo. Quali sono i suoi ricordi più belli?

Mi è piaciuto molto il grande tour italiano del 1988, quello tedesco del 1995 e quella australiana del 2004. Nel 2010, 2011 e 2012 abbiamo anche fatto quasi 200 spettacoli in Francia. Abbiamo avuto la possibilità di ammirare questo paese e siamo rimasti incantati dal pubblico francese. Sono molto accoglienti, capiscono e apprezzano la musica russa.

Ha temuto che il coro potesse essere sciolto con la fine dell’Unione Sovietica?

Sì, ho avuto questa paura. Per fortuna però, il nostro coro non solo è sopravvissuto ma ha continuato a crescere. Noi siamo parte dello Stato e per questo riceviamo un finanziamento da parte della Federazione Russa. Grazie a questi contributi, siamo in grado di reclutare artisti, cosa che è molto importante per la nostra compagnia dal momento che ci dà l’opportunità di incorporare giovani musicisti, cantanti e ballerini sempre più talenutosi.

Ancora oggi il Coro si esibisce per celebrare eventi militari in Russia?

Ovviamente. Ci sono molte feste in Russia e prendiamo parte ai concerti organizzati dal governo, come quello che si tiene il 1 ° maggio o le celebrazioni del Gorno della Vittoria il 9 maggio.
Ci esibiamo anche durante gli spettacoli presso il Cremlino, nella Piazza Rossa, al Teatro Bolshoi e in tutte le principali sale di Mosca. Facciamo spettacoli anche in altre città russe, per esempio a Volgograd, Novorossiysk, San Pietroburgo. Siamo l’ensemble ufficiale ed è nostro dovere soddisfare le richieste del nostro governo prima di esibirci per il resto del mondo .

Come si spiega la popolarità ottenuta dalle performance del Coro?

Credo che il Coro dell’Armata Rossa sia un gruppo molteplice, che abbraccia una varietà di generi che porta lo spettatore ad identificarsi.
La nostra compagnia è formata da un coro di cantanti straordinari, con i solisti che hanno una voce unica, da un corpo di ballo e un’orchestra costituita dai migliori musicisti e ballerini del nostro tempo. Un gruppo di cinque balalaike ci accompagna sul palco e questo aggiunge colore folkloristico. Credo che il carattere atipico dei nostri spettacoli non manca mai di attirare l’attenzione del pubblico e questo spiega il successo del nostro complesso militare in ogni angolo del mondo. Con il suo coro di uomini che toccano le corde del cuore di ogni individuo tra il pubblico, le sue coreografie altamente tecniche e la musica di un’orchestra senza pari, nessun spettatore può essere insensibile al potere del nostro spettacolo.